Una decina di giorni fa a Torino e dintorni si è svolta questa cosa.
Mentre vi preparate per l’edizione dell’anno prossimo, potete leggere questo post.
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Vuoi contribuire alla pubblicazione di libri belli e sconosciuti? Nel blog dei Lanternati - un gruppo di lettura e scrittura nato per iniziativa di alcuni corsisti della Piccola Scuola di Scrittura Creativa e linkato da tempo nel blogroll di questa pagina – trovi un post che fa per te. Racconta l’avventura di Vibrisselibri (anche questo è tra i link), un’iniziativa del vulcanico Giulio Mozzi inaugurata circa un anno fa. Per saperne di più e partecipare, leggi questa pagina di Vibrisse, bollettino.
Lo scorso 15 novembre, come ogni anno, International PEN ha celebrato la Giornata dello scrittore prigioniero – Day of the Imprisoned Writer – selezionando cinque casi nel mondo di scrittori (romanzieri, poeti, giornalisti ecc.) che sono detenuti a causa dei loro scritti. Quest’anno gli autori portati all’attenzione pubblica vivono in Gambia, Cuba, Iran, Myanmar e Uzbekistan. Il centro nordamericano di PEN compila anche un elenco degli scrittori uccisi negli ultimi 12 mesi. La maggior parte sono giornalisti e quest’anno 22 dei 51 registrati sono morti in Iraq.
Fondata a Londra nel 1921, International PEN è la più antica organizzazione per la difesa dei diritti umani e anche la più antica associazione letteraria internazionale. L’acronimo sta per Poets, Playwrights, Essayists and Novelists (Poeti, Commediografi, Saggisti e Romanzieri).
Il termine scrittura creativa può essere usato per indicare la cosiddetta letteratura (romanzi, racconti, poesie, opere teatrali e così via), ma comprende altri generi che sono esclusi dalla tradizione letteraria in senso stretto (vedi la definizione di creative nonfiction).
Per esempio? Opere di saggistica e giornalismo come quelle di Gian Antonio Stella o Naomi Klein, l’autobiografia letteraria alla Robert Pirsig, il romanzo a fumetti o graphic novel rientrano nel novero della scrittura creativa.
Non è solo una questione di etichette e classificazioni, ma di valore percepito. Il valore letterario di un’opera non è un fatto oggettivo e indiscusso, piuttosto è un processo che dipende dalla cultura e dall’immaginario collettivo.