Roberto

Lago_Terkhiin_TsagaanE’ l’unica persona con questo nome che abbia mai frequentato. Non assiduamente, ma per un lungo periodo di tempo. Poi la malattia che aveva da oltre un anno, un tumore al cervello, l’ha reso troppo simile a mio padre dopo l’ictus e non sono più riuscita a vederlo.

< nella foto il lago Terkhiin Tsagaan in Mongolia, dove Roberto ha organizzato viaggi di conoscenza e solidarietà >

Gli ho parlato per telefono qualche settimana fa e lunedì scorso Silvia, sua compagna e socia, mi ha detto che era morto. Roberto aveva circa quindici anni più di me ed è stato un mio datore di lavoro per oltre dieci anni. Ha fondato il circolo Arci dove insegno scrittura creativa, la Lanterna Magica, un posto ormai storico a Padova. Ricordo che gli ho parlato di come mi sembrasse strano considerarlo un datore di lavoro, anche perché, gli dicevo senza il timore che questo potesse ritorcersi contro di me, è l’unico lavoro che farei anche gratis.

Roberto riusciva ad essere professionale e amichevole insieme. Durante i corsi mi riferivo a lui come l’uomo con i baffi che accoglieva tutti all’entrata. Discreto, riservato e dai modi seri. Una volta mi ha raccontato che da ragazzo aveva contribuito a issare l’antenna di Radio Sherwood e che aveva lasciato un lavoro impiegatizio nei sindacati per aprire la Lanterna. A casa sua c’erano foto in bianco e nero di lui più giovane con i capelli lunghi. A guardarle immaginavo una vita, i suoi pensieri, emozioni e desideri che l’avevano portato ad essere la persona che ho incontrato nel 1995, quando sono entrata alla Lanterna per frequentare un corso di sceneggiatura. Giorni dopo mi ha richiamata per dirmi che il corso non sarebbe iniziato perché c’erano pochi iscritti, così ho deciso di passare al corso di scrittura creativa. Conoscevo l’insegnate, Giulio Mozzi, solo di nome. Era l’unico scrittore padovano giovane e vivente di cui avessi sentito parlare. Dopo quell’esperienza, Giulio mi ha chiesto se volevo provare a condurre un corso con lui. Ha chiesto la stessa cosa anche ad altre persone, tra cui Stefano Brugnolo, Angelo Ferrarini e Fabio Fracas, e alla fine eravamo un team che Giulio ha battezzato Piccola Scuola di Scrittura Creativa.

All’inizio non ero del tutto convinta dell’utilità di questi corsi, avevo 25 anni e poca esperienza. Come molti, credevo che non fosse possibile insegnare a scrivere, che servisse solo un innato talento. Col tempo ho cambiato completamente idea e imparato molte cose. Non è retorica il fatto che tanto s’insegna quanto s’impara. Dopo qualche anno ho cominciato a tenere corsi da sola, poi Fabio Fracas si è messo in proprio e Stefano Brugnolo è andato a fare il professore universitario in Sardegna. Siamo rimasti Angelo e io. Anche Giulio si è impegnato in altre direzioni e alla fine ha lasciato a noi la gestione dei corsi. Nel frattempo avevo conosciuto Valeria Falso e le ho chiesto di insegnare da noi. Con questo invito a Valeria ho cercato di restituire quello che Giulio aveva dato a me, di continuare il suo gesto. E spero che avrò l’occasione di farlo con altri ancora.

In questi anni c”è stato un solo momento di tensione con Roberto, quando volevo creare un sito web della Piccola Scuola di Scrittura. Lui si è opposto perché considerava importante mantenere tutti i suoi corsi sotto lo stesso tetto informatico, il sito della Lanterna. Un discorso sensato, anche se non lo condividevo perché avrei voluto migliorare la nostra presentazione in internet, poterla arricchire. Ricordo che ho lasciato cadere la questione. Mi pareva assurdo scontrami con Roberto per un sito. Volevo dimostrargli che lui era più importante di questo, che avevo una forma di fedeltà e lealtà nei suoi confronti. E senza tante parole ci siamo capiti.

Condividevamo l’idea che questi corsi fossero importanti, non solo per noi. A Padova non c’è un gran che per chi ama scrivere e leggere. Non ci sono luoghi per incontrarsi, imparare e insegnare, condividere esperienze. Giulio è sempre stato presente, anche se a distanza, è un punto di riferimento. Ogni passo avanti fatto da ognuno di noi è un passo per tutti e questo è il metodo che preferisco, l’unica scelta sensata. Roberto ha creato una realtà dov’è possibile agire così. E a guardarsi bene attorno, è qualcosa di straordinario.

2 risposte a Roberto

  1. cristiana scrive:

    Io alla Lanterna Magica devo molto… e quindi anche a Roberto. Che a Padova ha creato qualcosa di speciale davvero. Grazie Monica di questo ricordo. Un saluto caro, Cri

  2. lettera scrive:

    grazie Cri🙂 Buone vacanze!

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