L’albero della conoscenza

C’è crisi. Lo sanno tutti, al punto che affermarlo è diventato un motto di spirito. Il capitalismo finanziario senza etica ha messo in crisi il mercato, gli stati hanno cercato di salvare l’economia, ma così facendo si sono indebitati oltre misura e ora impongono tagli al settore pubblico e sacrifici alla maggior parte dei cittadini.

Di fronte a questo scenario, ognuno reagisce a modo suo. Da un lato ci sono quelli che dicono “si salvi chi può, prima di tutto io e la mia famiglia”. Questa reazione porta alla legge del più forte e alla rottura della solidarietà sociale. Gli stranieri e i più deboli diventano avversari nella competizione per la sopravvivenza. L’emozione alla base di queste scelte è la paura.

D’altro canto c’è chi decide di consumare meno e d’inventarsi nuovi modi per sopravvivere. Questo porta a sostituire la competizione con la cooperazione, la crisi diventa un’occasione per ripensare il proprio stile di vita, smetterla di essere solo produttori-consumatori e cercare invece un’esistenza più sensata, basata su nuove forme di produzione e di scambio che mettano al centro il rispetto degli esseri umani e dell’ambiente. Il sentimento alla base di queste scelte è la speranza.

Manuel Castells, sociologo dell’University of Southern California, in uno degli ultimi numeri dell’Internazionale, sintetizza così la situazione: “Quando le nostre idee sull’economia smettono di funzionare ne cerchiamo delle altre, a volte nel profondo oscuro del nostro essere, altre nella nostra capacità d’immaginare mondi diversi. La vita dopo la crisi dipenderà da quale cultura prevarrà. Perché tutto passa, meno il passato.”

Già, penso io, infondo è la solita storia: il bene e il male continuano ad esistere assumendo sempre nuove forme. Non sono idee astratte, ma emozioni e sentimenti. In ultima analisi l’economia si fonda sull’affettività e questo è noto da sempre agli speculatori finanziari. Sarebbe bello che anche tutti gli altri lo capissero davvero.  

Intanto, possiamo firmare qui > per una tassa sulle transazioni finanziarie da destinare al welfare

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