Il clima collettivo del futuro

“Il propagandista demagogico deve essere sempre un dogmatico. Ogni sua affermazione sarà priva di sfumature. Nel suo quadro del mondo non ci sarà posto per il grigio. (…) Non deve ammettere di potersi sbagliare, o che possa avere in parte ragione chi non la pensa come lui. Con gli avversari non si discute; si grida, si aggredisce, e se danno troppo fastidio, si liquidano.

(…) L’amenzia subumana a cui si appella il demagogo, l’imbecillità morale su cui conta quando spinge le sue vittime all’azione, sono caratteristiche non degli uomini e delle donne in quanto individui, ma degli uomini e delle donne in quanto massa … sono sintomi di avvelenamento da gregge. (…) Ebbene, in un’epoca in cui si accelera la sovrappopolazione … si perfezionano i mezzi di comunicazione di massa, come possiamo noi salvare l’interezza e riaffermare il valore dell’individualità umana? E’ una domanda che ancora di può porre e a cui forse si può ancora rispondere validamente. Può darsi che fra una generazione sarà già troppo tardi per trovare la risposta. Può darsi addirittura che sarà impossibile porsela, nel soffocante clima collettivo di quel futuro.”

Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo, 1958 (traduzione di Luciano Bianciardi, 1961).

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