Vietato criticare la (contro)riforma Gelmini

Se questa notizia vi è sfuggita, leggete l’articolo della Repubblica.it: è un provvedimento vergognoso, l’ultima goccia (finora) nel sistema di smantellamento della scuola pubblica, e l’indignazione dovrebbe levarsi da ogni angolo d’Italia. Per capire come mai non sta accadendo questo, consiglio vivamente la lettura dell’ultimo libro di Maurizio Viroli, La libertà dei servi, Laterza 2010.

Già che ci sono, approfitto per divulgare un comunicato stampa della Cgil che mi è arrivato qualche giorno fa, sul cosiddetto “Collegato Lavoro”.

Comunicato stampa di Fabrizio Fratini, Sgretario Nazionale Fp-Cgil.

Collegato lavoro: destruttura il contratto nazionale; continuare le mobilitazioni e le azioni di contrasto.

Ieri la Camera ha approvato  definitivamente il disegno di legge n. 1141 quater, meglio conosciuto come Collegato Lavoro. Un testo che assesta un colpo doloroso al sistema dei diritti e delle tutele, a partire dall’arbitrato, prevedendo il pronunciamento del lavoratore nel momento in cui più è debole la sua posizione. Non è difficile immaginare i ricatti e le pressioni a cui sarà sottoposto il lavoratore, soprattutto in questa negativa congiuntura economica.

Anziché proporre politiche attive sul lavoro, sostegni al reddito per lavoratori coinvolti nella crisi o disoccupati, una vera politica di sviluppo in tutti i settori (basata su ricerca, innovazione, formazione permanente), si continua su una strada che ha come palese obiettivo il superamento della legge 300 del 20 maggio 1970 (lo statuto dei lavoratori), che si intende sostituire con lo statuto dei lavori del Ministro Sacconi.

Il disegno è chiaro: meno diritti e tutele, superamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro, ritorno a una concezione del lavoro come semplice fattore della produzione e, attraverso l’apprendistato a 15 anni e la controriforma Gelmini, a una scuola di classe.

Per questi ragioni, dopo il sit in di ieri a Montecitorio, le iniziative di lotta, di mobilitazione, di contrasto, dovranno continuare e intensificarsi.

Roma, 20 ottobre 2010

Ufficio Stampa

Tel:  +39 (06) 58544343

e-mail: ufficiostampa@fpcgil.it

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