Una tragedia minore

Giovedì 23 dicembre 2010, antivigilia di Natale. Sono al lavoro a Padova e alle cinque del pomeriggio ricevo questo sms dal comune di Vicenza: “Attenzione, rischio esondazione: mettere in sicurezza persone, cose ed auto.” Segue un numero da contattare per le emergenze. Penso allo strano distinguo che si fa nel messaggio tra cose ed auto, come se le automobili fossero qualcosa di più di semplici cose e mi pare un lapsus freudiano

Chiamo il numero per le emergenze e mi risponde un poliziotto, che conferma l’sms. Alla mia domanda sul perchè siamo punto e a capo come il primo novembre, il poliziotto risponde che, francamente, può solo darmi un parere personale: secondo lui le precipitazioni, lo scirocco e compagnia non c’entrano, la responsabilità è tutta degli uomini. E poi si lascia andare ad uno sfogo di rabbia e senso di impotenza. Concludiamo ironicamente che siamo sulla stessa barca, il poliziotto mi rinnova  la sua solidarietà e ci salutiamo.

Mentre torno a casa da Padova, lungo la A4 incrocio automezzi della protezione civile a sirene spiegate che trasportano gommoni e una barca – e mi viene la tachicardia… Il seguito è presto raccontato: il centro di Vicenza era in stato di assedio, il solito scenario desolante e vergognoso. Il fiume altissimo, oltre i cinque metri, scorreva marrone e placido sul suo letto, così vicino che spogendomi dal parapetto dell’argine di fronte a Parco Querini avrei potuto toccarlo con una mano.

Abbiamo trascorso una notte di pellegrinaggi al fiume, all’asta graduata di Ponte degli Angeli, col cellulare accanto al letto per ricevere gli aggiornamenti via sms del comune. Alle 4 del mattino il peggio è passato e il fiume ha cominciato a scendere. In tarda mattinata è stato trasmesso il cessato allarme.  

Su Repubblica.it ho trovato molte interviste e articoli interessanti che spiegano bene perchè sta accadendo tutto questo. Riporto un’intervista a Ilvo Diamanti – originario di Caldogno, uno dei comuni più colpiti – e consiglio di guardare anche agli altri video, dal titolo emblematico: “Bacchiglione, così si distrugge un fiume”.

BUON NATALE!

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Una risposta a Una tragedia minore

  1. cristiana ha detto:

    …che dire… non ho parole.

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