NDE a Padova

Ho appena finito di leggere un appassionante saggio sulle cosiddette NDE, Near Death Experience – in italiano, esperienze di premorte – scritto da Enrico Facco, professore di anestesiologia e rianimazione dell’Università di Padova, autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche. Sulle prime può sembrare un argomento esoterico o peregrino, ma come giustamente rileva l’autore se “l’atteggiamento istintivo nei confronti delle NDE è di considerarle a priori come eventi di dubbia quanto improbabile esistenza, significato e importanza”, per contro quest’atteggiamento “riflette la presenza di pregiudizi e filtri culturali, che portano a scotomizzare o negare il fenomeno, perché non compatibile con la cultura e la visione del mondo attualmente dominante.” (p. 19)

Il professor Facco riporta 20 nuovi casi di NDE che ha raccolto personalmente e analizza l’argomento da ogni punto di vista – medico, neurochimico, psicologico, filosofico, metafisico e così via – dimostrando una rarissima combinazione di ampiezza di conoscenze e vedute, flessibilità mentale e rigore intellettuale.

Considerata la frequenza di queste esperienze e il gran numero di pubblicazioni scientifiche sull’argomento, non è più possibile liquidare le NDE come un fenomeno marginale, piuttosto si tratta di una realtà clinica assodata, con una chiara fenomenologia ed epidemiologia. Come osserva l’autore “La loro collocazione al confine tra vita e morte, tra mondo fisico e metafisico, le rende un argomento di grande interesse non solo per la medicina e la psicologia, ma anche per la filosofia, l’antropologia, la religione e, in generale, per tutti coloro che sono interessati ad esplorare e comprendere il significato della propria vita e del suo confine.” (p. 390)

» Enrico Facco, Esperienze di premorte. Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica, edizioni Altravista, 2010, pagg. 424, €35,00.

3 risposte a NDE a Padova

  1. Massimo Vaj scrive:

    L’associazione di termini quali esoterico e peregrino è fuori luogo e denuncia solo una profonda incomprensione del senso essenziale della parola “esoterico” la quale indica niente altro che la dottrina unica e universale altrimenti denominata “metafisica”. La stessa esposta da Parmenide, Plotino, Eraclito, Socrate, Aristotele, Platone per arrivare a Lao Tze, Dante e non sto ad aggiungere perché dovrebbe bastare. Che per esoterismo oggi s’intenda la ciarlataneria non toglie responsabilità a chi continua a fraintendere per pigrizia intellettuale (nel migliore dei casi). Stai bene e auguri per il bimbo che avrà bisogno di vivere tra intelligenze attente.

    • lettera scrive:

      Grazie per gli auguri: il bimbo ha un’intelligenza attenta di per sè. Mi spiace se la giustapposizione di due aggettivi ha urtato la sua sensibilità. Dal punto di vista della lingua italiana – che è l’unico da me adottato quando scrivo un post – non ho associato i due termini, esoterico e peregrino, bensì li ho disgiunti (grammaticalmente “o” è una congiunzione con valore disgiuntivo). Inoltre esoterico “si dice di dottrina filosofica o religiosa destinata a essere conosciuta solo all’interno di una ristretta cerchia di iniziati” (dizionario Garzanti), ed è in questo senso che ho usato l’aggettivo. In bocca al lupo per il suo blog.

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